Arte, Cultura & Architettura

La "Guida d'arte della Svizzera italiana" (edizioni Casagrande, 2007) riferisce di parecchie costruzioni degne di nota sul territorio di Quinto. Non volendo citarle tutte, rimandiamo alla lettura dell'interessante volume.
Di seguito riportiamo solo le principali testimonianze di arte e cultura architettonica del Comune facendo riferimento, oltre che alla già citata "Guida d'arte della Svizzera italiana" pure al libro di Alberto Jelmini "Testimonianze storiche-artistiche nel Comune di Quinto". Dello stesso autore possiamo inoltre citare un ampio inserto contenuto nel volume "Il Comune di Quinto, storis di un Comune alpino sulla via delle genti" edito dal Comune stesso nel 2005.
Testo alla mano la visita delle varie costruzioni citate sarà arricchita da descrizioni competenti e precise delle particolarità architettoniche e artistiche.

Il libro di Alberto Jelmini è in vendita presso la cancelleria comunale.

Architettura religiosa

Sul territorio del Comune di Quinto si trovano diversi edifici religiosi di pregio quali ad esempio gli oratori di Altanca, Catto e Lurengo. Tuttavia le vestigia religiose di maggiore rilevanza storico-artistica sono la chiesa parrocchiale di Quinto e la chiesetta di San Martino.

La chiesa parrocchiale

La prima chiesa, costruita sul sedime attuale, era di periodo medievale. A vedere dalle importanti sculture poi riutilizzate nell'attuale chiesa o ritrovate altrove, l'antica chiesa romanica doveva essere un edificio di prestigio, uno dei monumenti più ricchi di sculture delle vallate alpine.

L'attuale chiesa parrocchiale risale all'epoca barocca e più precisamente al 1681. Essa è stata costruita in parte con pietre della chiesa precedente, mantenendone pure diverse decorazioni. La chiesa presenta diverse sculture di animali e decorazioni con significati precisi, come era prassi nella simbologia del tempo.

Il campanile, in stile romanico, è risalente alla prima edificazione e presenta pure lui elementi architettonici e decorativi di pregio.

Il grandioso altare della chiesa parrocchiale risalente alla fine del XVII secolo è riccamente decorato con colonnine, tortilli, balaustre, statute, sfolgorante d'oro. Definito da Piero Bianconi come "il miglior altare del Seicento", crea un effetto di grande e solenne maestosità.

L'oratorio di San Martino

L'altro piccolo gioiello romanico del Comune è la chiesetta di San Martino, vicino a Deggio. Le sue pareti con arcate cieche di fattura carolingia fanno presumere una datazione anteriore all'anno mille.

I diversi restauri eseguiti hanno portato alla luce dipinti appartenenti ad epoche diverse, segnatamente cinque.
Lo strato più antico, probabilmente risalente alla seconda metà del X secolo, ci mostra la parte inferiore di una figura che una scritta indica come Abele. Dello stesso periodo si hanno poi alcune tracce sulla destra del coro.
Del secondo strato (XI secolo) si possono ammirare due belle immagini: un drago (o forse un cavallo marino) e una grossa trota.
Del terzo strato (XIII secolo) abbiamo soltanto delle decorazioni, mentre la maggior parte degli affreschi che si possono ammirare appartengono al periodo tardogotico (fine del XV, inizio del XVI secolo) del quarto strato. Di particolare impatto sono la grande Cena ancora ben leggibile e San Martino che divide il mantello con povero su uno sfondo riccamente decorato a quadrifoglio.
Relativo all'utimo strato più recente (risalente alla seconda metà del XVI secolo), troviamo la rappresentazione di una scena con Arcangelo Michele.

Per visitare l'oratorio chiamare la signora Leonilde Giannini (091 868 12 43).

Architettura civile

Il Comune ospita pure diverse costruzioni di architettura civile degne di essere citate. Alcune le riportiamo di seguito. Le altre ve le lasciamo scoprire, magari partendo dalla "Guida d'arte della Svizzera italiana" (edizioni Casagrande, 2007) e dal già citato volume sul Comune di Quinto, sui quali ci siamo ispirati per scrivere questo capitolo.

Case tipiche leventinesi

In tutte le frazioni del Comune di Quinto si possono ammirare diverse case di legno tipiche della regione del Gottardo alcune ancora in buono stato. Le "Blockhaus" sono caratterizzate da uno zoccolo in sasso per il piano cantina e una costruzione in legno per i piani superiori.
Validi esempi di questa architettura sono la casa del consigliere federale Enrico Celio di Ambrì, l'ultima casa a ovest del villaggio a Deggio e la casa Giannini a Ronco. Pure ben conservate sono le "case del Gottardo" lungo la strada cantonale a Piotta datate del XVII secolo.

Ville

Con la costruzione della ferrovia e l'edificazione della stazione FFS all'inizio del XX secolo, Ambrì Sopra si arricchisce di diverse ville eleganti e di alcuni alberghi. Del fasto di un tempo sono rimasti alcuni edifici facilmente riconoscibili.
Di particolare pregio è la residenza signorile con tettucci a falde spezzate e elementi in stile liberty del 1920ca. che oggi ospita la Clinica dentaria comunale.
Deliziosa è pure la grande palazzina dal carattere urbano di fianco all'oratorio di Ambrì, con grandi finestre, angolo smussato e facciate articolate da elementi architettonici e decorazioni pittoriche.

Centrale elettrica del Ritom

L'edificio in pietra realizzato da Theodor Nager nel 1918-1919 è stato poi ampliato a più riprese. La struttura richiama l'architettura medievale.

L'architettura dei fratelli Guscetti

A metà del secolo scorso in Ticino appaiono le prime case d'abitazione moderne, direttamente derivanti dalle teorie del Bauhaus e di Gropius.
Alcune di esse vedono la luce ad Ambrì negli anni Cinquanta, fra cui una casa unifamiliare (1956) e uno studio d'architettura (1957) opera dei fratelli Guscetti, che hanno da poco terminato gli studi a Zurigo. L'edificio è di particolare pregio, tanto da essere citato in diverse pubblicazioni di architettura. La sua derivazione non priva di un'impronta personale sarà essenziale per lo sviluppo della futura architettura e lo capiscono i numerosi turisti, soprattutto germanici, i quali transitando sulla strada cantonale fermano le loro auto per fotografare la costruzione.
Nell'autunno 2016 il Museo cantonale del Canton Nidvaldo nella sua sede di Stans ha ospitato una esposizione che ha messo in luce le realizzazioni fatte in Leventina dall'architetto Aldo e dall'ingegnere Alberto Guscetti ed in particolare le quattro costruzioni che si trovano raccolte su uno spazio ben delimitato ad Ambrì.
Per un approfondimento invitiamo a leggere l'articolo di Tiziana Mona pubblicato sul Corriere di Quinto di dicembre 2016 "L'impronta architettonica di Aldo e Alberto Guscetti ad Ambrì".

Stazione di servizio City

Realizzata nel tra il 1993 e il 1998 la struttura in metallo rosso dell'architetto Mario Botta accoglie i viaggiatori appena usciti dalla galleria del Gottardo e diretti verso sud. Essa sembra chiudere a nord l'intero comprensorio del nostro Comune.

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